Nato a Xibet Vittorio Vaccaro Pietro

Vittorio Vaccaro: “Pietro mi rispecchia molto. Il Sud non valorizza ciò che ha”

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Vittorio Vaccaro è il protagonista di “Nato a Xibet” ed interpreta il Pietro La Paglia adulto che fugge dalla propria terra per farsi una nuova vita al Nord. Attore e regista, si è formato all’Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”di Udine.

Vittorio, raccontaci il tuo personaggio: quanto c’è in te di Pietro La Paglia?

<< Moltissimo, è un personaggio che ho amato sin da subito e che rispecchia a pieno il mio vissuto. Non solo perché anche io sono originario di Calascibetta, ma perché proprio come Pietro ad un certo punto della mia vita mi sono trovato costretto ad andarmene per inseguire i miei sogni. E ogni volta che vado giù mi accorgo che il paese invece di crescere quasi va indietro. Ecco, il mio personaggio racconta proprio questa amarezza, trasmette la nostalgia di un luogo di cui praticamente restano solo i ricordi>>.

Pietro e l’incontro, molto speciale, con Domenico Di Mauro (Enzo Campisi)
La voglia di evadere per sentirsi più liberi ed inseguire i propri sogni è il tema portante del film: è davvero una tematica così sentita in Sicilia?

<< Non solo in Sicilia ma in tutto il sud al mio avviso: il Meridione vive purtroppo una retrocessione culturale che non valorizza abbastanza ciò che di bello ha questo territorio, una mentalità che fa scappare la gente, soprattutto le nuove generazioni. Il film secondo me lascia anche alcune domande in sospeso: non sarebbe meglio allora rimanere e fare qualcosa per migliorare la situazione? Purtroppo no, non ci sono gli strumenti e la mentalità non lo permette. Dovremmo smettere di piangerci addosso e fare le cose per davvero. Uno ci può provare, ma se poi non riesce è costretto ad andarsene >>.

Ad un certo punto della sua vita Pietro si rende conto che per inseguire i propri sogni deve abbandonare Calascibetta
Ci dici almeno due motivi per andare a vedere il film?

<< Intanto per il titolo: “Nato a Xibet”, solo per la curiosità di capire cos’è appunto Xibet; e poi perché è un film d’autore. Non c’è l’attore o il regista famoso che vende il film, qui c’è una storia vera, uno spunto artistico reale, con bravi attori ma anche tante persone prese dalla strada >>.

Ci sveli i tuoi progetti per il futuro?

<< A livello cinematografico ci sono alcuni progetti in divenire che non posso svelare per ovvi motivi. Poi sto preparando uno spettacolo teatrale dal titolo “Next Stop Rogoredo”: l’idea nasce da un’inchiesta condotta dalla giornalista e scrittrice Micaela Palmieri sul boschetto di Rogoredo, il “bosco della droga”, diventato un luogo di spaccio e di morte. Questo progetto, che fa da coda all’uscita del libro della Palmieri sull’argomento, ha un importante risvolto sociale ed educativo, in quanto comprende una serie di eventi, spettacoli e probabilmente anche un corto che verrà divulgato nelle scuole >>.