Calascibetta

Piero Capizzi: “Nato a Xibet mi ha commosso. Vogliamo riaprire le vecchie botteghe di Calascibetta”

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Piero Capizzi è il sindaco di Calascibetta, il paesino che con le sue storie, le sue botteghe, i suoi vicoli è il teatro del film “Nato a Xibet”.

Salve sindaco, partiamo subito dal film: che emozioni le ha suscitato vedere la sua Calascibetta sul grande schermo?

<< Ho avuto la fortuna e il piacere di assistere alla prima assoluta del film, l’anno scorso a Caltanissetta. Premetto che sono un profano della materia e che non ne capisco molto di cinema, ma “Nato a Xibet” ha avuto su di me un grosso impatto emotivo. Vedere i luoghi che le persone del paese che si sono prestati alla realizzazione di questo film, mi ha emozionato e commosso tantissimo. Anche vedere Vittorio Vaccaro come protagonista, un ragazzo di Calascibetta che se n’è andato per motivi di lavoro ma che torna spesso per stare con la famiglia, mi ha suscitato sensazioni belle e positive. Non solo: la trama, gli accenni all’antico, l’omaggio al carretto siciliano, tutte cose trasmettono l’idea della sicilianità anche a chi proviene da un’altra regione. Insomma, a me è piaciuto molto, ma io sono di parte >>.

Ecco, a proposito del tema principale sul quale si snoda il film, la voglia di scappare perchè al sud non ci sono i mezzi e le possibilità per fare un certo tipo di carriera: è un problema reale o le cose stanno diversamente?

<< Senza dubbio è una problematica reale e che riguarda principalmente le nuove generazioni. Capita spesso che ragazzi tra i venti e quarant’anni siano costretti a lasciare il paese per cercare fortuna altrove. Non è un problema solo di Calascibetta, ma anche di altre zone nell’entroterra della regione come Enna e Caltanissetta. La mancanza di lavoro e di prospettive pesa e incide su questa situazione. La speranza è che si riesca a fare qualcosa per invertire la tendenza, anche se personalmente ritengo che la situazione abbia dinamiche più contenute rispetto a quelle trasmesse nella messa in scena del film >>.

nato a xibet anteprima caltanisetta
Piero Capizzi (a destra) durante la prima assoluta di Nato a Xibet al cinema Palazzo Moncada di Caltanissetta
C’è voluto un produttore toscano, ma con origini siciliane, per mettere in mostra le bellezze di questa zona della Sicilia. Che cosa pensa a riguardo? Secondo lei viene fatto abbastanza per valorizzare il paese?

<< Sono stato molto incuriosito dal fatto che un produttore toscano abbia preso così a cuore Calascibetta, tanto da realizzarci un film investendo importanti risorse economiche. E un’idea, dopo un’attenta riflessione, me la sono anche fatta: chi ci vede dall’esterno riesce ad apprezzare meglio la ricchezza e il valore del posto, rispetto a chi invece è abituato a viverlo quotidianamente. Noi siciliani forse guardiamo alle nostre bellezze con occhio distratto, con sufficienza e forse un po’ di strafottenza e su questo dobbiamo migliorare. Sicuramente possiamo e dobbiamo fare di più: nello specifico di Calascibetta, ne ho parlato anche con Rosario Neri, c’è l’idea di coinvolgere gli abitanti del paese e riaprire le vecchie botteghe chiuse da anni. Un’operazione atta a riqualificare il centro storico e renderlo più interessante anche per i tanti turisti che frequentano il paese durante l’anno >>.